Dati Biografici

  Nato a Sassari nel 1963, da bambino compie il suo apprendistato nell’uso dei pennelli e lo studio dei colori, nello studio del maestro Bonifacio O.S.B. allievo di Morandi.

Dopo regolari studi tecnico scientifici frequenta l’Università,  lavora e si laurea in Ingegneria.

Nello stesso tempo non abbandona mai il disegno e i colori.

Studia l’Arte da autodidatta e ne rivendica l’autonomia dalla Scienza, dalla Tecnologia e dal Mito.

E’ certo risaputo che ogni espressione artistica ha le sue ferree leggi:

altrimenti l’opera è come una barca o zattera di canne che raramente raggiunge la riva, il porto.

Tuttavia il disegnare, ad esempio, e il conseguente dipingere è, può essere , un modo anche per cominciare a conoscere quelle leggi, cioè di insegnare a se stessi,  per vedere realizzata la traversata: come avviene per questo pittore, con buoni risultati, con ricchezza di fantasia, di sensibilità coloristica e attento disegno:

il che porta spesso al porto della Poesia, con l’aiuto delle leggi interiori che in Arte sono le migliori.

  cfr. Nuova Arte – Mondadori 1998

 A Gianmario Saba e chi essèscada Saba purus in s’arte, purighes in battoraghe.

  Gavino Ledda e gaìnu de sos Aghes  11-1-1999

Il sentiero che porta all’arte può essere percorso solo lasciando alle spalle il ritmo imposto dalla tecnologia per immergersi nei colori e nelle ombre.

Chi si incammina deve abbandonarsi alla Natura, ascoltare la propria anima e puntare dritto verso la conquista della conoscenza.

  Expo Olbia 2004 – Intervista della TV 5Stelle Sardegna                                     (TG regione)

  Gianmario Saba, Pittore autodidatta, autore di tele colorate e fantasiose,

ha di recente pubblicato il testo “Un Sentiero per l’Arte”.

Il titolo è esemplificativo della sua intenzione di tracciare un possibile percorso che conduca all’Arte vera, alla sua comprensione e libera interpretazione.

Tra le caratteristiche che bisogna possedere per intraprendere il cammino : capacità di prendere le distanze dalla realtà per poterla meglio osservare, predisposizione all’ascolto, all’osservazione; un solido bagaglio tecnico.

Il testo è di piacevole lettura, chiaro nell’esposizione e ricco di citazioni.

 cfr. “La Vetrina” – Arte Mondadori 2005

Caro Saba, ho ricevuto e letto con vivo interesse ed ammirazione il Suo saggio “Un Sentiero per l’Arte”, che si può ben definire una  “paideia” dell’artista.

Complimenti ed auguri.

  Lettera di Francesco Cosiga – Roma 14 Ottobre 2005

  Ha il sapore di una favola ma è rigorosamente vero il modo in cui Saba ha scoperto l’amore per la pittura.

L’estate del 1975 era appena iniziata e lui, che viveva a Borutta (SS) con la famiglia, stava giocando a nascondino nei pressi del Monastero di San Pietro in Sorres.

A un certo punto il dodicenne Gianmario si è ritrovato in un luogo a lui sconosciuto, pieno di tele, colori e immagini straordinarie.

“Non scorderò mai lo stupore di quei momenti ,  ero lì da una decina di minuti e mi guardavo intorno incantato, quando un monaco benedettino con i pennelli in mano mi ha rivolto la parola con grande gentilezza.

Era padre Bonifacio, al secolo Lorenzo Salice, pittore allievo di Giorgio Morandi e fondatore della Scuola giovanile di ricerche artistiche.

“Mi ha proposto di seguire le sue lezioni per tutta l’estate ed è stato lui il mio primo maestro”.

Gli studi tecnici e la laurea in ingegneria non hanno fatto deviare Gianmario dal suo sentiero, dal perseguire la sua passione da autodidatta.

Ha frequentato liberamente per un breve periodo, l’Accademia delle Belle Arti di Sassari.

Continua a dipingere, partecipando a mostre anche a livello nazionale ed internazionale e ricevendo critiche lusinghiere che lodano “la sua  ricchezza di fantasia, sensibilità coloristica e attento disegno”.

  Marella Giovannelli, giornalista e poetessa-Sett. 2015

 

L’e-book “Un sentiero per l’arte” di Gianmario Saba e una selezione dei suoi dipinti sono stati presentati nella Biblioteca comunale di Olbia.

L’incontro, coordinato dalla giornalista Marella Giovannelli, si è svolto nella sala conferenze “Alfonso De Roberto”.

Il testo, liberamente ispirato al pensiero di numerosi artisti, scienziati e filosofi, è impreziosito dalle immagini dei quadri.

La sua attività artistica sta riscuotendo molto interesse anche a livello nazionale come testimonia il suo inserimento tra gli artisti

partecipanti a “Milano Expo 2015 International contemporary Art”, la prestigiosa esposizione universale d’arte contemporanea curata da  Giorgio Grasso e Bosmat Niron.

L’e-book, costituito da sette brevi capitoli, è scaricabile da internet.

Saba ha spiegato che si tratta dell’evoluzione di un suo lavoro cartaceo pubblicato nel 2004 e presentato per la prima volta nell’Aula Magna  dell’Accademia delle Belle Arti di Sassari e successivamente nella rubrica “La vetrina” del mensile Arte Mondadori nel 2005.

Può essere definito una chiave d’accesso alla comprensione dell’arte moderna e contemporanea.

“Per me – ha sottolineato l’autore – era forte l’esigenza di rivendicare l’autonomia dell’artista, che è il confidente della natura, dalla scienza e dalla tecnologia. In fondo la scienza ricerca la verità mentre nell’arte permane il mistero (cit.)”.

   La Nuova Sardegna Settembre 2015

  La selezione del suo operato in occasione del prestigioso Premio Internazionale Arte Milano, attesta il valore della sua ricerca stilistica nel panorama artistico contemporaneo.

La sua presenza è conferma che la creatività e una delle più importanti forme di trasmissione del sapere.

   Vittorio Sgarbi – Aprile 2017

L’Associazione Culturale Italo Tedesca di Olbia ha presentato il testo e la mostra di Gianmario Saba all’Expò di Olbia.

La sua inaugurazione ha coinciso con la pubblicazione del testo “Un sentiero per l’arte”.

Il titolo del breve saggio è la sua intenzione: tracciare un sentiero possibile che conduca all’arte.

La semplicità dell’ affermazione è soltanto apparente, perché tracciare un sentiero, tra i tanti possibili, è una ricerca faticosa e continua, che comporta scelte ed esclusioni.

Inoltre un sentiero non può essere battuto e percorso da chiunque. Un mezzo di trasporto pubblico non passerà mai per un sentiero, dove ci si accompagna semmai a un cane o a un carretto..

Il sentiero è per persone scelte, é una possibilità più intima nell’intero sistema viario disponibile.

Questo sentiero è per l’arte, punta al cuore delle cose, alla naturalezza.

Semplice come l’acqua – ha confidato Gianmario- ma l’acqua è divenire perpetuo, si conosce ad esempio con l’esperienza della sua scaturigine, della sua natura sotterranea o del maremoto, della sua forza spaventosa e distruttrice, eccetera, ma comunque nel suo fluire nel tempo e nello spazio, oppure nei tempi e negli spazi.

  Esserci nel tempo, Heidegger lo chiama Dasein, corrisponde a dare un valore etico al tempo, un valore che è semplicemente personale.

Le chiavi che rendono possibile un sentiero per l’arte sono molteplici e tutte tendono al suo avvicinamento.

Ne abbiamo individuate tre:

fondamentale, per prima cosa è proprio il contrario, l’allontanamento, il distanziamento. Il punto di stazione dell’artista è un luogo

distanziato di osservazione e meditazione, che produce un’alterità, un effetto di straniamento, vale a dire una propria autonomia.

Poi ci deve essere la predisposizione all’ascolto, il sentimento, la volontà di esserci e di cogliere il richiamo della natura. La natura va intesa proprio come plein air, perché “ la natura è più grande del Louvre”, diceva Cézanne, uno dei maestri ispiratori di Gianmario.

Essere li, presenti col proprio corpo e spirito, nel punto di stazione, vuol dire non ricavare l’opera da una riproduzione fotografica, ma respirarne l’aria, il tempo.

In questo senso l’artista è il confidente della natura…

La terza chiave importantissima è quella delle regole, basate sull’esperienza dei molti prima di noi, tantissimi, e poi la nostra:

il punto di stazione è infatti anche un luogo definito, con prospettiva, piani, linee, chiaroscuri, dunque luci ombre e prisma..

Le regole sono i calcoli della matematica, della scienza, e sono anche le direttrici etiche della filosofia.

   Cristina Ricci

  Incantevole e raffinata, l’arte di Gianmario Saba va oltre l’apparente vissuto, per esternare le sensazioni provate dinanzi un concetto o un soggetto.

Tutto diventa dunque motivo di raffigurazione pittorica, immortalando attimi di concettuali realtà, trasformando ciò che visivamente è

tangibile, in elevata qualità poetica.

Una consapevolezza grafica assoluta, a dimostrazione di un linguaggio pittorico altamente incisivo e ricco di grande interiorità.

L’impostazione richiama chiaramente il gusto surreale, con ambientazioni che sgorgano da meandri misteriosi in cui l’artista da prova di

straordinaria fantasia e gestione della composizione.

La tavolozza è varia sino a raggiungere cromatiche vibrazioni che rendono i suoi lavori riconoscibili con immediato effetto di attrazione.

Gianmario Saba, con grande potere comunicativo, ci immette in nuove dimensioni temporali e spaziali.

Luoghi caratterizzati dal silenzio musicale, che come la neve ricopre ogni cosa.

   Sandro Serradifalco

Attestato di premiazione all’Artista Gianmario Saba per aver contribuito ad esaltare la bellezza nell’incontro e nel dialogo, nel segno della ricerca e dell’evoluzione.

Per la sapiente narrazione compositiva capace di esaltare l’essenza dell’opera stessa e instaurare un profondo dialogo con l’osservatore.

La sua arte è frutto di un talento non comune dove si condensano riflessioni e sentimenti.

Il suo operato diviene ambasciatore di una visione che vede la Cultura e l’Arte come strumenti indispensabili attraverso cui far crescere la collettività.

EA 2018

Vedere le opere di Gianmario Saba significa prendere contatti con miti e leggende, radici vive di un’immensa tradizione artistica.

Un’Arte figurativa che racchiude al suo interno simboli propri di culture lontane nel tempo e nello spazio.

Un’Arte che attinge alla memoria collettiva, esplicitando aspetti antichi del nostro animo, perduti per la cultura Occidentale.

L’Artista riprende dal mito e dall’archeologia queste immagini, come quella di Atlantide, aggiornandone la sensibilità estetica.  

Paolo Levi 2018

Non Ho mai visto colori nascere da se stessi, è portentoso. Sono Radici. Fino ad ora conoscevo “sfumature” non strutture di colore. Davvero una lettura inedita di

 un patrimonio cromatico che ormai nell’arte sembrava quasi essersi esaurito.  Complimenti di cuore.

Giada eva Elisa Tarantino 2019